La storia del partigiano Renato Masi “Gino”
testo di Renato Masi, Michele Vittori e Francesco Burroni
con Francesco Burroni e …
Forse un po’ troppo idealizzata, istituzionalizzata, e a volte anche imbalsamata, negli anni successivi alla guerra di Liberazione, la Resistenza italiana ha poi vissuto un progressivo e costante abbandono dei suoi valori fino ad arrivare, negli ultimi anni, ad un deliberato e colpevole disconoscimento. Nel pur nobile tentativo di ritrovare un clima di pacificazione e di fratellanza nazionale si sono messi sullo stesso piano colpevoli e vittime, fascisti e partigiani, creando un antistorico e ibrido parallelismo.
Ripercorrere la storia di quegli anni vuole innanzitutto ristabilire la verità storica ma non vuole al contempo essere un nostalgico tuffo nel passato ricordando i bei tempi che furono ma ricercare nella storia della Resistenza quei valori che sono validi ancora oggi e che sempre lo saranno: il rifiuto istintivo di ogni sopruso e di ogni dittatura e la volontà di reagire a qualsiasi tipo di violenza fisica e psicologica.
In questo spettacolo si racconta la storia di Renato Masi, il partigiano “Gino”, un ragazzo senese di 18 anni che in un mondo violento mentre tanti, forse quasi tutti, cercavano di adattarsi e di adeguarsi ad un potere che voleva tutti stupidamente uguali, sente istintivo il bisogno di ribellarsi e di fare un rifiuto. Un ragazzo che ha contribuito con il suo granello di sabbia a liberare l’Italia dalla dittatura fascista ma soprattutto un uomo che ha realizzato, anche a rischio della vita, la propria dignità di essere umano.
La storia inizia con l’arresto a Siena per volantinaggio per proseguire poi con il trasferimento nel carcere di Parma e la fuga sotto un bombardamento, un nuovo arresto e la liberazione a Casciano di Murlo, l’ingresso nella brigata Spartaco Lavagnini, la battaglia di Monticiano, la Liberazione di Siena e ancora la partenza come volontario nella Divisione Cremona per la Liberazione del nord est d’Italia.
Ma oltre alla storia delle battaglie si racconta parallelamente la storia di quegli anni in Fontebranda, il quartiere della Contrada dell’Oca, dove Renato ha passato tutta la sua vita. Un microcosmo nel quale convivevano fascisti, monarchici, liberali, repubblicani, socialisti, comunisti e dove si costituì il gruppo partigiano “La riscossa”. Un piccolo mondo che cercò a suo modo, e precorrendo i tempi della politica nazionale, di superare gli steccati ideologici per ritrovare quella pacificazione e quella fratellanza che sono i naturali tratti distintivi del genere umano.
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