con Silvia Priscilla Bruni
e Francesco Burroni

con Silvia Priscilla Bruni
e Francesco Burroni
L’improvvisazione, intesa non come bisogno di adattarsi alle incombenze della vita e a soddisfare i bisogni elementari, ma come atto creativo e motore della fantasia e dell’arte, è nata con l’essere umano e lo ha seguito in tutta la sua storia fino ad oggi. Silvia Priscilla Bruni e Francesco Burroni, a fronte di una lunga pratica dell’improvvisazione artistica, presentano un viaggio-spettacolo che racconta le varie forme dell’arte estemporanea nella poesia, nel teatro, nella letteratura e nell’arte del racconto. In Italia la storia dell’improvvisazione poetica inizia con gli etruschi che insegnano ai romani a improvvisare in versi durante i Fescennini, per toccare poi il medioevo con le improvvisazioni dei giullari, il settecento con lo stile colto e raffinato dei poeti dell’Arcadia, fino alle forme popolari di poesia estemporanea come l’ottava rima e gli stornelli per arrivare ai nostri giorni con le slam poetry e il rap freestyle.
Nell’improvvisazione teatrale la tappa di partenza è ovviamente con la Commedia dell’Arte con le sue maschere, i suoi canovacci e i suoi lazzi e vedremo come nei vari secoli l’improvvisazione è sempre stata sgradita al potere come durante il ventennio fascista quando era espressamente vietata e i copioni andavano preventivamente vistati dalla censura. Si arriva poi alla rinascita dell’improvvisazione teatrale nella Chicago degli anni ’40 fino alle moderne forme attuali di spettacolo come il Match d’improvvisazione teatrale e i vari tipi di Shortform e Longform. Ma il viaggio non sarà una conferenza storico-teorica ma una continua dimostrazione creativa di spettacolo in forma interattiva sulla base degli input forniti via via dal pubblico in sala attraversando le forme e gli stili
Insomma un viaggio nella storia di quell’arte nata e cresciuta senza bisogno di autori perché gli autori sono gli stessi attori e poeti che fanno nascere le loro creature direttamente davanti al pubblico.
NB lo spettacolo può effettuarsi sia nei teatri che in spazi non convenzionali o site specific come piazze, ville, musei e altri ambienti di rilevanza storia, artistica o ambientale.