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Aresteatro | Il suono delle caverne
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Il suono delle caverne

IL SUONO DELLE CAVERNE

un viaggio-spettacolo poetico e musicale
nel pensiero simbolico della prima umanità

Un progetto a cura di Jacopo Crezzini e Francesco Burroni

Lo spettacolo, che mette insieme materiale divulgativo-scientifico, poetico, musicale e teatrale, nasce dalla volontà di indagare artisticamente lo sviluppo del pensiero simbolico nella Preistoria, ciò che per molti studiosi ci ha reso “veramente umani”. La scienza riconosce i primi passi dell’evoluzione umana in alcuni ritrovamenti fossili africani datati a circa 2 milioni di anni fa. In essi, infatti, è possibile registrare le più antiche evidenze dell’adozione di un’andatura bipede in antichi ominini o la realizzazione da parte di questi di manufatti litici. Accantonando (ma mai ignorando) questi preziosi risultati della ricerca scientifica, lo spettacolo concentra la sua attenzione sull’aspetto simbolico dell’evoluzione umana lavorando sulla sfera artistica dei nostri antenati. Se lo studio delle pitture rupestri, degli ambienti sonori degli insediamenti preistorici e dei rarissimi strumenti musicali ritrovati in essi possono a volte fornire riferimenti stilistici e cronologici, la nostra indagine lavora artisticamente su queste prime forme espressive, domandandosi come esse possano avere segnato l’inizio della nascita della fantasia e quindi dell’umanità. È forse con il canto di una ninna nanna, che una madre paleolitica cantava al piccolo, che nacque la prima forma di arte visiva e sonora? È nelle grotte preistoriche, fra immagini di animali in movimento e suoni naturali, che nascono i primi cori e le prime danze tribali? Possono essere stati i racconti della caccia e delle migrazioni dei cacciatori raccoglitori preistorici le prime espressioni teatrali?

Jacopo Crezzini (studioso di archeologia preistorica dell’Università di Siena) e Francesco Burroni (attore, musicista e laureato in antropologia culturale alla stessa Università) insieme a Paola Rovai, (logopedista, studiosa del linguaggio e cantante) ci accompagnano lungo un viaggio che trae origine da due filoni di ricerca: quello di Crezzini basato sulla ricerca archeologica sul campo e quella di Burroni che viene dall’antropologia culturale e in particolare dallo studio della musica popolare di tradizione orale. Tutti e tre gli artisti che prendono parte al concerto-spettacolo sono appassionati e studiosi di musica popolare toscana e di quel mondo variegato che ruota intorno al jazz e all’improvvisazione musicale. Gli attori-affabulatori-musicisti ci raccontano in maniera poetica la storia dell’evoluzione umana attraverso una lunga ballata che, attraverso narrazioni e improvvisazioni vocali e strumentali, esplora anche la storia di tutte le arti musicali, pittoriche e teatrali, fino alle più recenti avanguardie di arte contemporanea, che via via nei secoli si sono ispirate all’arte preistorica.

 

Jacopo Crezzini (voce, chitarra, contrabbasso, live electronics, consulenza scientifica)

Francesco Burroni (voce, oboe, flauti, testi e narrazione)

Paola Rovai (voce, ricerca vocale)