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Aresteatro | Il turco in Italia
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Il turco in Italia

Ed ecco ce ne andiamo come siamo venuti
arrivederci fratello mare
mi porto un po’ della tua ghiaia
un po’ del tuo sale azzurro
un po’ della tua infinità
e un pochino della tua luce
e della tua infelicità.
― NAZIM HIKMET

IL TURCO IN ITALIA

Joyce Lussu racconta il poeta Nazim Hikmet

di e con Francesco Burroni e Margherita Gravagna

Tratto dall’omonimo libro di Joyce Lussu (Ed. L’asino d’oro)

Musiche dal vivo :Francesco Oliveto

Light designer: Claudia Tabbì

“IL turco in Italia” è un libero adattamento della biografia del poeta Nazim Hikmet, uno dei più importanti del Novecento, scritta da Joyce Lussu che è stata anche la prima traduttrice italiana dei suoi versi. Hikmet è conosciuto in Italia soprattutto per le sue poesie d’amore, ma non meno importanti sono i suoi versi di impegno civile. In questo libro, recentemente ristampato dalle edizioni L’asino d’oro, Joyce racconta in prima persona il loro rapporto di amicizia, facendo emergere con abili pennellate sia l’Hikmet uomo che l’Hikmet poeta, senza tralasciare aneddoti curiosi come la rocambolesca fuga da Istanbul da lei organizzata con la compagna del poeta Munevver e il figlioletto Mehmet. L’adattamento teatrale ripercorre la vita di questo poeta nato nel 1902 che, dopo aver conosciuto in Anatolia la cultura e le misere condizioni del suo popolo, va a Mosca dove prende contatto con le avanguardie russe del nascente stato sovietico (Chagall, Majakowskij, Ejzenštejn…). Tornato in Turchia viene arrestato e rilasciato varie volte per la sua attività di “poeta rivoluzionario”, come egli steso amava definirsi, e trascorrerà in tutto 17 anni in prigione. Dietro le sbarre, nonostante la sua malattia di cuore e la minaccia costante dell’impiccagione, scriverà le sue poesie più intense. Dopo la fuga del 1950 viaggerà tantissimo in tutto il mondo e sarà spesso anche in Italia.

 

Francesco Burroni (attore, autore e dir. art. della Rete Nazionale del Match d’improvvisazione teatrale®) e Margherita Gravagna (attrice, musicista e danzatrice), mettono a frutto la loro ricerca sull’intreccio dei linguaggi performativi, passando dal linguaggio teatrale della parola a quello della gestualità, della danza, della sonorità e del canto.
La messinscena propone un viaggio nella storia di Nazim Hikmet in maniera decisamente non naturalistica o descrittiva, lasciando largo spazio alle improvvisazioni di suoni e movimenti che accompagnano il percorso biografico e poetico del grande poeta turco che amava definirsi cittadino del mondo.
La messinscena è arricchita dalle preziose collaborazioni della light designer Claudia Tabbì e del maestro e compositore Francesco Oliveto che eseguirà al pianoforte dal vivo la colonna sonora originale dello spettacolo.

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